Monte Sant'Angelo, sorto intorno all'anno 1000 come capitale del vasto Regno Normanno, conobbe una notevole fortuna per la presenza del santuario di San Michele Arcangelo. Si tratta, senza dubbio, del piu' famoso luogo di culto micaelico dell'occidente latino, meta continua di pellegrinaggi illustri e di gente di ogni condizione sociale, provenienti anche da mete molto lontane. La tradizione fa risalire la costruzione del santuario, ai primi anni dell'episcopato del vescovo Lorenzo Maiorano, infatti le tre apparizioni dell'arcangelo del 490, 492, 493, segnano l'arrivo del culto micaelico sul Gargano. Queste tre apparizioni sono scandite, nella tradizione popolare, da tre episodi, in cui le apparizioni dell'angelo sono ricordatei rispettivamente come quella del Toro, della Battaglia, della Consacrazione della basilica.
Il santuario micaelico intorno alla metà del VII secolo, cominciò a gravitare nell'orbita dei Longobardi di Benevento; nel 650, infatti , Grimoaldo I, duca di Benevento (647-671), accorse prontamente sul Gargano per difendere il santuario dall'attacco dei Bizantini. Questo episodio segnò ufficialmente l'inizio di un singolare e duraturo legame tra dinastia longobarda e culto micaelico. I Longobardi dovevano sentirsi particolarmente attratti da Michele, il santo guerriero capo dell'esercito celeste, nel quale ritrovavano attributi e caratteristiche del pagano Wodan, considerato dai popoli germanici dio supremo, dio della guerra, protettore degli eroi e dei guerrieri. I Longobardi lo considerarono il loro santo nazionale, facendolo rappresentare sugli scudi e sulle monete e diffondendone il culto dappertutto, anche fuori dalla penisola italica. Con l'ascesa di Grimoaldo al trono di Pavia (662), la devozione per l'Arcangelo si diffuse subito anche tra i Longobardi del nord; e un dato quasi unitamente accolto dalla critica che fece costruire a Pavia la chiesa palatina di S. Michele, rendendo più stabile e profondo il legame tra il popolo longobardo e l'Arcangelo .La devozione dei longobardi per l'Arcangelo, attestata da alcune iniziative di Grimoaldo e dei suoi successori, ha interessato a lungo il santuario garganico. Tra i successori di Grimoaldo sul trono di Pavia ,Cuniperto (688-700) fu il più devoto dell'Arcangelo e il più attivo nell'incrementare il culto. Egli fece rappresentare il santo guerriero sugli scudi, evidentemente per assicurarsene la protezione in guerra e per incutere timore ai suoi nemici.
Il rapporto speciale che col santuario intrattennero i Longobardi di Benevento e Pavia, il flusso continuo di pellegrinaggi testimoniato dalle circa duecento mnepigrafi , tra cui alcuni in caratteri runici, tracciate sulle sue strutture tra VII e IX secolo, il ruolo che esso svolse nell'ambito delle diocesi di Siponto prima e Benevento-Siponto poi , trasformarono la grotta garganica nel più importante santuario epifanico dell'Occidente latino dedicato all'Angelo: esso determinò la nascita di un centro proprio dal santo ha tratto il nome (Monte Sant'Angelo)
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