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Monastero di San Giovanni in Piano

Chiesa di San Giovanni in Piano, Apricena

La Chiesa di San Giovanni in Piano, ovvero il monastero benedettino in cui Federico II fece conservare i suoi beni.

Fu benedettino fino al 1289, anno in cui divenne Celestino in seguito all' insediamento dei Celestini. Fu ospite di tale monastero anche Pietro, il futuro papa Celestino V, il quale con il suo papato unì il monastero di S. Spirito di Sulmona  con quello di San Giovanni in Piano, stabilendo così la dipendenza del monastero di Apricena dalla Santa Sede.

Dopo la morte del Papa Celestino V (1294), il monastero fu causa di dispute tra le diocesi di Lucera e San severo che ne contedevano  la giurisdizione contesa che durò fino alla fine del XIV sec, quando i frati decisero di abbandonare la loro sede per trasfersi nella città di San severo.

Attualmente il monastero di San Giovanni in Piano è abbandonato.

 

 


La Chiesa Madre di Apricena

Chiesa Madre di Apricena La Chiesa Madre ossia la Chiesa Matrice risale quasi alle origini di Apricena, XII sec, periodo di Federico II.

Chiesa dei Santi Martino e Lucia, fu riedificata nel 1628 sulle rovine della Chiesa di Santa Lucia distrutta dal terremoto del 1627.

Nel corso degli anni subì varie modifiche strutturali, una trasformazione sostanziale fu quella degli anni '70, per adattarsi alle nuove norme del Concilio Vaticano II. Furono cambiati vari elementi: le nicchie furono chiuse, le colonne, il pavimento, il coro, e la cappella del Santissimo furono ricoperti con la pietra di Apricena. Ma anche negli anni successivi ci furono altri lavori di ristrutturazione per la navata centrale e gli  impianti elettrici, inoltre furono riscoperte le nicchie in cui sono state collocate le statue dei Patroni e dell' Immacolata. Decorata con mosaici fiorentini la cappella dell' adorazione eucaristica. Infine tra il 2003 e il 2005 è stata riconsolidata anche la facciata esterna e il campanile superstite al terremoto.

Situati a circa 5 Km dalla città, si trovano i ruderi della chiesa della Madonna della Rocca, edificata tra l’ VIII e il IX secolo ad opera dei monaci benedettini dopo il loro insediamento nel territorio apricenese. Passata al conte di Lesina nell' XI sec, successivamente fu risostruita e dedicata al culto mariano dai Cavalieri Teutonici.

La struttura della chiesa con la pianta a croce latina, ha la caratteristica di essere sviluppata su due livelli, in cui il superiore era raggiungibile da una scala esterna e il cui solaio era in legno come anche il soffitto. Vi sono ancora schizza di affreschi simile nello stile e colori a quelli presenti nella Chiesa di Santa Maria di Monte d' Elio di Sannicandro Garganico.

Prima delle due grandi guerre mondiali, la chiesa era meta di pellegrini che veneravano la Madonna sul Legno della Rocca; oggi si possono ammirare solo i resti del sito.

 

 

 

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